Finocchiaro (Italia Viva): “Riaprire subito Etnaland per salvare lavoro, turismo ed economia del territorio”

Di
Carmelo Finocchiaro
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28 Giugno 2026
«La riapertura di Etnaland deve diventare una priorità assoluta. Nel pieno della stagione estiva non possiamo assistere passivamente alla chiusura di una delle più importanti attrazioni turistiche della Sicilia, con pesanti conseguenze per centinaia di lavoratori, per le imprese dell’indotto e per l’intera economia del territorio etneo».
Lo dichiara Carmelo Finocchiaro, esponente di Italia Viva – Casa Riformista per l’Area Metropolitana di Catania.
«Naturalmente il rispetto della legalità, delle prescrizioni ambientali e delle decisioni della magistratura è un principio irrinunciabile. Tuttavia, proprio per questo, è necessario che tutti i soggetti coinvolti – istituzioni, enti competenti, proprietà e parti sociali – lavorino con la massima rapidità affinché vengano completati gli adempimenti richiesti e si possa arrivare alla riapertura della struttura nel più breve tempo possibile».
«Parliamo di una realtà che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per il turismo familiare nel Mezzogiorno, generando occupazione diretta e indiretta, attrazione di visitatori e sviluppo economico per numerose attività commerciali, ricettive e di servizio. Lasciare che la stagione estiva venga compromessa significherebbe arrecare un danno gravissimo al territorio e a centinaia di famiglie».
«Occorre agire subito. La tutela dell’ambiente e la salvaguardia del lavoro non sono obiettivi alternativi ma devono procedere insieme. Per questo chiediamo un tavolo permanente di monitoraggio che segua passo dopo passo il percorso di regolarizzazione e consenta di accelerare tutte le procedure necessarie alla riapertura».
«Etnaland deve tornare ad essere un simbolo positivo della Sicilia e della capacità del nostro territorio di attrarre turismo, investimenti e opportunità occupazionali. Perdere questa stagione sarebbe una sconfitta per tutti».
Secondo le notizie disponibili, il percorso per la riapertura sarebbe in fase di avanzamento, con interventi richiesti sul piano ambientale e autorizzativo, mentre resta forte la preoccupazione per circa 200 lavoratori e per l’indotto turistico del territorio. �
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