Finocchiaro (Italia Viva): “La vicenda dell’acqua alla ST è una vergogna catanese”

Di
Carmelo Finocchiaro
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29 Giugno 2026

“La vicenda dell’approvvigionamento idrico per il nuovo campus di STMicroelectronics rappresenta una delle pagine più amare e imbarazzanti della storia recente della città di Catania. È inaccettabile che un investimento strategico da miliardi di euro, destinato a creare sviluppo, occupazione e innovazione, abbia rischiato di subire rallentamenti a causa dell’incapacità delle istituzioni di garantire servizi essenziali in una delle principali aree industriali del Mezzogiorno.”

Lo dichiara Carmelo Finocchiaro, esponente di Italia Viva – Casa Riformista.

“Parliamo della Zona Industriale di Catania, non di un’area periferica o marginale. Un territorio che ospita aziende di rilevanza internazionale e che dovrebbe essere dotato di infrastrutture moderne, efficienti e adeguate alle sfide dell’economia globale. Invece ci troviamo ancora a discutere di acqua, strade dissestate, allagamenti, manutenzioni insufficienti e ritardi amministrativi.”

“È una vergogna catanese che una multinazionale come STMicroelectronics, protagonista di uno dei più importanti investimenti industriali europei nel settore dei semiconduttori, abbia dovuto attendere così a lungo per ottenere certezze su una risorsa indispensabile come l’acqua necessaria ai processi produttivi.”

“L’amministrazione comunale avrebbe dovuto affrontare il problema con largo anticipo, pianificando gli interventi necessari e coordinando tutti i soggetti coinvolti. Invece si è arrivati all’ultimo momento, alimentando incertezza tra lavoratori, imprese e investitori.”

“Oggi l’accordo raggiunto evita conseguenze pesantissime per il territorio, ma non cancella le responsabilità politiche e amministrative di chi avrebbe dovuto garantire condizioni adeguate per uno dei più importanti investimenti industriali presenti in Sicilia.”

“Da questa vicenda deve nascere una profonda riflessione sul futuro della Zona Industriale di Catania. Servono infrastrutture, programmazione, manutenzione e una visione strategica. Non bastano gli annunci o le inaugurazioni. Le imprese hanno bisogno di servizi efficienti, tempi certi e istituzioni all’altezza delle sfide contemporanee.”

“Se vogliamo davvero che l’Etna Valley diventi uno dei principali poli tecnologici europei, dobbiamo smettere di inseguire le emergenze e iniziare finalmente a governare lo sviluppo. Altrimenti continueremo a perdere opportunità che altri territori sono pronti a cogliere